venerdì 23 settembre 2016

Ancora sulla Cisterna di via Parata o del Bagno

Di questa Cisterna ne ho già scritto ampiamente in questo blog e spero vivamente che sia recuperata al più presto.
Dopo aver reso fruibile la Cisterna della Dragonara e poi quella del Corridoio oggi si potrebbe pensare a quella di via Parata, ricca di storia.
So che ci vogliono molti soldi al fine di recuperarla però oggi si potrebbero trovare degli sponsor che potrebbero usufruire  dell'Art Bonus.
L'Art Bonus è un'agevolazione fiscale che sostiene e promuove le donazioni di denaro destinate alla cultura ed è operativa da 2016.
Più cultura di così...
Ma torniamo alla Cisterna di via Parata...
Raccontiamo qualche altro pezzo di storia...
Dopo l'arrivo del primi coloni, nel 1734, a Ponza, i Borboni pensarono di dare un nuovo assetto urbanistico con la costruzione del porto sui resti di quello romano.
I lavori iniziarono nel maggio 1768 e vennero impiegati come manovalanza i forzati che vennero alloggiati nella grande Cisterna di via Parata chiamata, anticamente, Grotta di Pilato.
A tal proposito ecco cosa scrive Giovanni Maria De Rossi: "Nella grande cisterna, ubicata oggi in via Parata, fu ricavato l'alloggio per i forzati, con la creazione ed il ripristino delle antiche prese di luce e aria, al fine di rendere meno disagevole il soggiorno. Nella pianta del Winspeare si dice espressamente "quartiere per i forzati con i suoi lucernaj". E' probabilmente questa la cavità indicata in una pianta del secolo XVII come "grotta di Pilato" (da non confondere con il toponimo "grotte di Pilato", che indicava il complesso delle peschiere sotto la torre borbonica).
Oggi le vie d'accesso a questa Cisterna sono in mano ai privati...dentro c'è di tutto...addirittura gente senza scrupoli si è spartita gli spazi per i propri interessi...
I materiali di risulta delle varie abitazioni della zona che hanno fatto lavori di ristrutturazione sono stati scaricati lì dentro...e già per liberarsene bisogna portarli alla discarica di Penitro, vicino Formia, ovviamente pagando.
Ma chi ce lo fa fare quando abbiamo una discarica a portata di mano...e soprattutto gratis...avranno pensato questi incivili.
Uno schifo!!!
Delle antiche prese di luce e aria qualcuna è stata murata e dall'esterno non è più visibile ma dall'interno si può vedere come quella accanto al palazzo rosa, chiusa con uno strato di mattoni negli anni sessanta.
Lo scorso anno sulla stradina, sempre dietro al palazzo rosa, è stata aperto un antico varco per poter entrare nella Cisterna. Da lì si scende per sette o otto metri.
Poi ci sono i due pozzi con delle grate come protezione finiti in proprietà privata...
Purtroppo questa è Ponza...


Proprio qui, dietro il palazzo rosa c'è la maestosa Cisterna di via Parata



Sotto questo muretto bianco c'è l'ingresso alla Cisterna di via Parata



Il varco aperto sulla stradina lo scorso anno  per accedervi, era una delle prese di luce e aria



Qui si vedono i due pozzi ricoperti da una grata di protezione



Uno dei due pozzi



In questa piantina è disegnata anche la Cisterna di via Parata




In questa piantina si vede il quartiere dei forzati con i suoi lucernaj



Una pianta della Cisterna di Via Parata  o del Bagno realizzata nel 1770 da Giovanni D'Alessio

martedì 20 settembre 2016

Un ricordo di mio padre

Domani è il tuo compleanno.
Tanti auguri papà ovunque tu sia...


Ciro Iacono, maestro d'ascia dell'isola di Ponza, mio padre

Il ricordo non muore mai

domenica 18 settembre 2016

Una luce particolare...bellissima...alla Parata

Ornai si sa che la Parata è il mio luogo del cuore, magico...
Quando sto a Ponza mi vado ad affacciare spesso in ogni ora del giorno per cogliere ogni suo aspetto, ogni mutazione di colore, di luce.
In una sera d'agosto guardate che spettacolo la Parata mi ha regalato...
Un pò di scatti fotografici

























La parola è la luce dell'umanità, e la luce è la parola della natura

Giovanni Battista Niccolini



venerdì 16 settembre 2016

San Silverio proteggici!!!

Immagini. statuette, del nostro Santo protettore le troviamo sui muri delle abitazioni...alcune sono antiche. E' un modo di chiedere a San Silverio protezione per la casa e la famiglia che ci abita.
In giro per l'isola ne ho trovati altre...
Vediamo...




Molto originale...è a Le Forna, sulla Piana



E' sulla spiaggia di Santa Maria



Andando verso la Dragonara



E' sulla Dragonara



Questo San Silverio è su un tavolino davanti ad un negozio in Corso Pisacane



Questo bel San Silverio è davanti all'ingresso del tunnel del Ristorante Monte Guardia



E' sugli Scotti



San Silverio sul muro di un'abitazione sopra Giancos





Questo San Silverio è sulla Dragonara e su questa targa c'è scritto che questa edicola votiva è stata costruita da Adalgiso Coppa nel 1929



Sulla Dragonara



martedì 13 settembre 2016

Il tunnel di Peppe 'u cafone

Ho potuto visitare questo tunnel grazie alla gentilezza di Emilio, figlio di Peppe, che nonostante avesse da fare al suo ristorante, mi ha accompagnato.
E' stato realizzato da Peppe per la maggior parte scavando in una vena di sabbia senza sale. Una piccola parte l'aveva già scavata suo padre, Emiliano.
Il tunnel è lungo più di cento metri ed è a 55 metri sotto la montagna e sbuca in un bellissimo giardino con vigneti, alberi da frutto, fichi, erbe aromatiche...con sotto il mare della Parata degli Scotti.
Peppe ha scavato il tunnel per collegare il ristorante Monte Guardia, di cui è proprietario, con dei terreni a picco sul mare che, prima, per arrivarci doveva fare un giro lunghissimo.
Nel tunnel c'è una bella cantina rifornita di bottiglie di spumante, ne producono 600 l'anno.
Bisogna dare atto che Peppe con la sua intelligenza e tenacia ha costruito una grande opera pur non essendo un ingegnere o un architetto.
Complimenti a lui!!!


Questa mattonella sta ad indicare l'opera  che ci apprestiamo a visitare realizzata da Silverio Mazzella detto Peppe 'u cafone



San Silverio con la sua presenza protegge



L'ingresso del tunnel



L'interno del tunnel






La riserva di bottiglie di spumante






Si esce dal tunnel


La roccia della Parata degli Scotti



Si vedono i Faraglioni del Calzone Muto



Anche i Faraglioni della Madonna



Che bel grappolo d'uva!!!












Silverio Mazzella detto Peppe 'u cafone, proprietario del Ristorante Monte Guardia, che ha realizzato il tunnel
(La foto è di Marianna Licari)
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